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La crisi al sud: Brindisi, dove il futuro è lavoro nero

«No dottore, lei si sbaglia» avverte il barista maestro del caffè, più lucido di un’economista: «Questa è una città rassegnata, siamo morti, i giovani se ne vanno, i miei colleghi commercianti si ostinano ad aprire negozi con i jeans e le Nike per i ragazzi, ma a chi le vendono’

Siamo arrivati al punto che ormai è una specie di ammortizzatore sociale, consente a chi rimane a casa di guadagnare qualche cosa, ma è una minaccia gravissima per la società, insinua l’illegalità nella vita di tutti giorni, porta la gente a non rispettare le leggi, a non avere più fiducia nello stato, nelle istituzioni» analizza Leo Caroli, segretario della locale Camera del lavoro, che cita l’analisi del sociologo Luciano Gallino: «In certe zone del Paese il ‘nero’ è diventato elemento strutturale dell’economia, questo è il fenomeno che abbiamo sotto gli occhi.

«L’energia può andare bene, ma noi siamo vittime di un gigantismo energetico mal governato» sostiene Vincenzo di Monte, 54 anni, dipendente della Edipower (colosso di proprietà della Edison, con azionista anche la A2A), «io vengo da Mesagne, un grosso centro agricolo, siamo arrivati al punto che i contadini affittano i terreni per l’installazione dei pannelli solari invece di lavorare la terra.

In città molti pensano che il destino di Brindisi e della regione sarà quello di diventare una piattaforma per la produzione di energia e lo smaltimento dei rifiuti, di tutti i rifiuti.

Fonte: www.unita.it

October 24, 2009 - Posted by brolota | Uncategorized | | No Comments Yet

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